Migranti

Ambiente: Tomasi (Santa Sede), “aumentare il livello di protezione dei mari o le persone continueranno a morire a migliaia”

“Non è possibile mantenere l’attuale livello di protezione dei mari: se non lo aumentiamo, le persone continueranno a morire a migliaia, in cerca di sicurezza o di migliori condizioni di vita”. È l’appello lanciato da mons. Silvano Maria Tomasi, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, durante il convegno su “Oceans. Caring for a common heritage”, svoltosi oggi a Roma per iniziativa del medesimo Dicastero. Il riferimento è al dramma dei migranti, che “cercano di emigrare, legalmente o illegalmente”, attraversando il Mar Mediterraneo, ma non solo, e per i quali i mari possono trasformarsi “in trappole”, quando si è in fuga “da guerra, fame e persecuzioni”. “In Italia c’è una politica molto chiara in tal senso”, il riconoscimento di Tomasi a proposito dell’attività di intercettazione e di salvataggio delle imbarcazioni con i migranti, che “provocano un grande stress fisico e psicologico”:  così, “tante operazioni di salvataggio si trasformano in catastrofe, con molti migranti che annegano a un passo dall’aver raggiunto la destinazione”. “Occorre un’azione politica e scientifica per proteggere gli oceani, ma non bisogna dimenticare i milioni di persone che lavorano sugli oceani”, ha detto Tomasi menzionando i 58 milioni di persone impegnati nel settore della pesca, il settore occupazionale con il più alto numero di morti e di vittime di incidenti sul lavoro: senza contare i casi di abuso dei diritti umani, in particolare di minori.