Emergenza profughi

Europa e migranti: proposta Comunità Sant’Egidio, “Italia può far valere direttiva Ue su protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati”

L’Italia può far valere la Direttiva del Consiglio dell’Unione europea del 20 luglio 2001 sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi. È la proposta lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio per risolvere il problema della ripartizione dei migranti che giungono nel nostro Paese e ai quali gli Stati europei stanno chiudendo le porte. Ne ha parlato questa mattina Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, mentre all’aeroporto di Fiumicino stava accogliendo un gruppo di famiglie siriane giunte a Roma grazie al progetto dei corridoi umanitari. “La Direttiva europea del luglio 2001 – ha detto Impagliazzo – prevede che in caso di afflussi massicci di sfollati, ed è il caso di questi giorni, l’Europa ripartisca chi arriva su un territorio nei vari territori e dia loro protezione umanitaria, saltando così la grande questione di Dublino. C’è una proposta in piedi, speriamo che venga accolta. Certamente non è alzando nuovi muri che si risolvono i problemi”. La proposta è sostenuta da Mario Giro, vice ministro degli Esteri. “Per troppo tempo – ha affermato – abbiamo fatto gli egoisti, ci siamo scaricati gli uni sugli altri le patate bollenti. Adesso la questione è scaricata su di noi. Ma non si può ora continuare con questo gioco a rimpiattino né giocare sulle ritorsioni né tanto meno sulla vita delle persone, altrimenti l’Europa si ferma sul serio”. La proposta della Sant’Egidio, ha chiosato Giro, “è un’ottima idea perché scavalca Dublino e si basa sul principio di protezione umanitaria temporanea”.