Legalità
“Dobbiamo essere sicuri che lo Stato ha vinto e se vuole vince. Ma dobbiamo anche essere consapevoli che la mafia del tutto non l’abbiamo sconfitta”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, commenta le operazioni antimafia delle forze dell’ordine che hanno portato all’arresto di circa duecento persone tra Locride, Puglia e Catania. In un’intervista al Sir, Bindi riconosce che “l’attività della magistratura e delle forze di polizia contro le mafie è efficace e colpisce i territori nei quali la loro presenza ha una pervasività molto forte e molto condizionante”. “Lo Stato c’è e non declina le proprie responsabilità”, aggiunge, ma “purtroppo, anche la mafia c’è”. “Resta una presenza importante e pericolosa. E chi la nega dimostra una grande irresponsabilità”, osserva la presidente della Commissione Antimafia. E se “lo Stato c’è, i risultati si ottengono”, per Bindi “dobbiamo continuare su questa strada rafforzando la prevenzione come cittadini, sapendo che si dovrebbe neutralizzare la presenza delle mafie prima delle forze dell’ordine non accettando alcun tipo d’interlocuzione e di complicità ma anche ribellandosi alla loro capacità intimidatoria”. “La mafia delle stragi di Falcone e Borsellino, quella degli anni 1992-93, è stata sconfitta e assicurata alla giustizia. Ma non è stata sconfitta e sradicata la mafia in Italia”, sottolinea Bindi. “Anche sotto l’azione dello Stato che ha vinto la battaglia – conclude – la mafia è stata costretta a cambiare: oggi spara meno ma corrompe di più”.