Politica

Migrazioni: piano d’azione della Commissione per sostenere l’Italia. Gli interventi indicati ai 28

(Strasburgo) La Commissione europea propone una serie di misure da adottare per “accelerare gli interventi collettivi dell’Ue lungo la rotta del Mediterraneo centrale”. Tali proposte vengono inviate al Consiglio dei ministri degli Interni che si riunirà il 6 luglio a Tallin. Il primo capitolo delle proposte della Commissione comprende misure “volte a ridurre la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e aumentare la solidarietà”: si prevede di migliorare il coordinamento delle attività di ricerca e salvataggio; intensificare le azioni intese a rafforzare la capacità della Libia di controllare le frontiere (piano coordinato con l’Italia; nuovi fondi per 46 milioni); rafforzare le azioni per ridurre la pressione migratoria sulla Libia e contrastare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani (sono comprese proposte di controllo dei flussi verso la Libia, rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i Paesi di origine in collaborazione con Unhcr). La Commissione dedica poi un intero capitolo a “realizzare progressi concreti nel rimpatrio dei migranti irregolari (accordi di riammissione fra Ue e Paesi terzi). All’Italia si chiede di applicare procedure di rimpatrio accelerate, mentre nell’Ue è necessario per la Commissione che si realizzino “pienamente gli attuali impegni di ricollocazione.
“Gli Stati membri devono aumentare le ricollocazioni dall’Italia, dimostrando maggiore flessibilità nell’accettare i candidati alla ricollocazione proposti” e “rispondendo più rapidamente alle richieste italiane”. Però “l’Italia dovrebbe registrare con urgenza tutti gli eritrei presenti” sul territorio nazionale, “centralizzando la procedura di ricollocazione presso appositi centri di ricollocazione e ricorrendo a procedure standardizzate per consentire la ricollocazione dei minori non accompagnati”. Non di meno, la Commissione insiste affinché gli Stati membri dell’Ue finanzino il Fondo fiduciario dell’Ue, in particolare per la “finestra” per l’Africa settentrionale (“North Africa window”), per garantirne la sostenibilità per il 2018 e oltre, in linea con gli impegni da loro assunti. Dalle casse Ue arriveranno entro il 2017 ulteriori 200 milioni per questo fondo.