Cultura
La criminalità organizzata ha trovato nei prodotti alimentari una lucrosa attività. La denuncia viene da Gian Carlo Caselli, procuratore simbolo della lotta alla mafia e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura voluto da Coldiretti. Il numero di luglio della rivista di strada Scarp de’ tenis presenta questa intervista con numerosi altri articoli interessanti. Caselli afferma: “Le mafie sono presenti in tutti i segmenti della filiera agroalimentare. Acquistano terreni e gestiscono aziende. Controllano il trasporto. Hanno ruoli importanti nella commercializzazione (sia grande distribuzione che dettaglio) e nella ristorazione. Impongono a vari esercizi commerciali marchi e prodotti. Praticano la contraffazione e l’adulterazione. Massiccia è la loro presenza nel cosiddetto italian sounding. Un fenomeno che causa al Made in Italy danni immensi. Significa distribuire sul mercato prodotti che sono un tripudio di bandiere tricolori e di simboli (Vesuvio, Colosseo…) che evocano potentemente l’Italia, con l’aggiunta di scritte tipo ‘sapore o gusto o tradizione italiana’. Mentre di italiano in quei prodotti non c’è proprio niente”.
Fra le “storie” presentate dalla rivista promossa da Caritas, curiosa quella di Caterina che ha lasciato il lavoro per fare la guida cicloturistica e come lei sono tante le persone che – spiega la rivista promossa da Caritas – si stanno reinventando in un settore che, in Europa, vale 44 miliardi di euro. Segue un’intervista con Gherardo Colombo, magistrato, dal pool di Mani pulite agli incontri con i ragazzi delle scuole di tutta Italia. Con Colombo si parla di legalità, educazione e del perché la corruzione in Italia non finisce mai.