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Turismo: Rieti, presentato il progetto “I borghi di Francesco”. Mons. Pompili, “l’anima” del territorio è nella sua “vocazione naturalistica, culturale e spirituale”

È stato presentato ieri, a Rieti, il progetto “I Borghi di Francesco”. Come spiega una nota, “si tratta di una proposta accessibile per tutti in un’ottica di turismo ‘lento’ e sostenibile: dal trekking a contatto con la natura ripercorrendo i sentieri di Francesco, alla conoscenza degli aspetti storici e culturali dei piccoli centri del Cammino, ai ‘sapori’ dei tanti prodotti tipici e tradizionali del territorio, alle tradizioni popolari che si tramandano da generazioni”. Cuore de “I Borghi di Francesco” è la doppia mostra fotografica allestita fino ad ottobre sotto gli archi del Palazzo Papale di Rieti. Viene presentato “un percorso per immagini che, da un lato, vede l’esposizione delle immagini realizzate qualche anno fa tra i santuari della Valle Santa Reatina da Steve McCurry e acquistate dal Comune di Rieti; dall’altro, la lettura dei borghi che nasce dall’obiettivo di chi la Valle Santa la vive quotidianamente”.
“Nell’epoca dei selfie – ha spiegato il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili – la rassegna fotografica potrebbe sembrare fuori dal tempo. In realtà McCurry ci dà la possibilità di riscoprire cosa sia la fotografia e attraverso di essa l’anima di questo nostro territorio, che forse il nostro sguardo abituato rischia di perdere”. Per il vescovo si tratta di un aiuto a intercettare “l’anima, e dunque la vocazione, di Rieti”, che si trova nella sua “vocazione naturalistica, culturale e spirituale”.
Per Pompili la manifestazione dedicata ai Borghi è un “prologo” a “un altro momento che vivremo in città dal 2 dicembre al 6 gennaio, con la Valle del Primo Presepe: un tentativo di ritrovare l’intuizione originaria di san Francesco, che a Greccio inventò ciò che è diventato poi nell’immaginario collettivo, non solo la memoria dell’incarnazione, ma anche una sorta di radiografia dell’animo umano”. “Di questa traccia – ha concluso il vescovo – la nostra valle conserva la memoria ed è importante che noi per primi ce ne facciamo carico e sappiamo costruire attorno ad essa la capacità di attrarre in questo territorio tante persone”, perché le diverse iniziative “non siano solo memoria”, ma anche “proiezione in avanti”.