Crisi
La condanna delle Nazioni Unite al regime venezuelano di Maduro per le continue violazioni sui diritti umani è l’ultima di una serie di prese di posizione assunte dalle organizzazioni internazionali. La scorsa settimana il Venezuela è stato escluso dal Mercosur, lo spazio comune dei Paesi sudamericani. Ma a livello di diritto internazionale si deve fare di più per porre fine alla dittatura che si è creata in Venezuela. È il parere, reso al Sir da Flor Maria Ávila Hernandez, docente di sociologia giuridica, diritti umani e teoria dello Stato all’Università Cattolica di Colombia, con sede a Bogotá.
Secondo la docente, una volta falliti tutti i tentativi di dialogo, da quello del Marcosur guidato dall’ex premier spagnolo Zapatero a quello del Vaticano, è giunto il momento che le organizzazioni internazionali, dall’Oas (l’Organizzazione degli Stati americani) all’Onu, facciano la propria parte: “Maduro e le forze militari dovrebbero essere perseguite per lesa maestà, dopo che hanno gettato un intero popolo nella fame. Pensiamo solo che oggi un pacco di riso costa 15mila bolívar, un pollo 30mila bolívar, quando uno stipendio arriva a fatica a 200mila bolívar. Va applicata la carta democratica interamericana dell’Oas, che prevede sanzioni in caso di violazioni. L’Onu dovrebbe emettere un risoluzione per far arrivare nel Paese aiuti umanitari, finora sempre rifiutati da Maduro. Eventualmente, come ultima, possibilità, l’Onu potrebbe anche pensare all’invio di forze di pace. Un tipo di sanzioni incisive sono state quelle unilateralmente decise dagli Usa, che hanno bloccato i conti in Usa di Maduro e di importanti funzionari. Purtroppo, invece, le decisioni prese dal Mercosur ammoniscono il Governo, ma fanno sentire i loro effetti sulle persone, che perdono la possibilità di studiare in altri Paesi, di circolare solo con la carta d’identità, di risiedere e di lavorare nell’area del Mercosur”.