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Immigrazione: Chiesa tedesca, “più di 100mila volontari per aiutare i richiedenti asilo”

Più di 100mila volontari e 5.900 persone stipendiate. Queste le “forze” che la Chiesa tedesca ha messo in campo lo scorso anno per accogliere e assistere i richiedenti asilo giunti nel Paese. L’integrazione dei profughi è uno dei principali temi dell’ultimo sussidio pubblicato dalla Chiesa tedesca sulle attività e i progetti portati avanti nel corso dell’ultimo anno. Il sostegno della Chiesa ai richiedenti asilo in Germania si è concretizzato anche attraverso un importante aiuto economico. Nel corso del 2016, le 27 (arci)diocesi tedesche hanno messo a disposizione 127,7 milioni di euro; di questi 53,4 milioni di euro sono serviti per finanziare iniziative di accoglienza in Germania (tra queste anche corsi di lingua tedesca, di scolarizzazione e professionali) e 74,3 milioni di euro sono andati per progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di origine dei richiedenti asilo. Un aiuto che è cresciuto notevolmente rispetto al 2015, quando i fondi messi a disposizione dalle varie diocesi erano stati di 112 milioni di euro. La Chiesa tedesca ha messo a disposizione anche 1.380 edifici ecclesiastici per offrire un tetto ai profughi e molti sono stati gli ordini religiosi che hanno aperto le loro porte ai richiedenti asilo. “Chi come me, ha visto da est galleggiare sull’acqua del mare i cadaveri di persone innocenti e ha dovuto chiudere la cerniera del sacco mortuario sul volto di un bambino di sei anni – racconta Regamy Thillainathan, direttore della pastorale vocazionale nell’arcidiocesi di Colonia – non può più dire che quello dei migranti e dei profughi è un problema dei singoli Stati. La nostra fede non può accontentarsi di dare sepoltura ai morti”. Nel sussidio il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ringrazia i tanti volontari che collaborano con la Chiesa in Germania: “Dobbiamo vivere la nostra fede con convinzione. Con i numeri e le attività di quest’anno continueremo a costruire una Chiesa che è al servizio dell’uomo, una Chiesa che non dimentica quella che è la sua principale missione”.