Diocesi
Maria “tiene insieme la Chiesa e resta madre anche di chi ha abbandonato suo figlio tradendone l’amicizia”. Lo ha detto mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, nell’omelia della Messa celebrata ieri, solennità dell’Assunzione della Vergine, in cattedrale. “Oggi – ha esordito – celebriamo Maria e lo facciamo insieme ai fratelli ortodossi, che tanto amano Maria e celebrano la festa di oggi con il titolo di Dormizione di Maria”. Per entrambi “è assunta, portata in cielo in anima e corpo”. Maria “è Madre che unisce i suoi figli ortodossi e cattolici che la celebrano nello stesso giorno”. Maria ha conosciuto la persecuzione soffrendo l’esclusione “perché incinta, la violenza omicida di Erode che anticipa la macchinazione che porterà Gesù in croce e Lei, martire, sul calvario sotto quel legno”. “Ma è sua – ha osservato il presule – anche la via della misericordia che Lei prende da subito già nel suo Sì. Il suo più grande atto di misericordia verso di noi è accettare la Maternità di Dio per noi, che poi si rivela in tanti altri modi”. Per il vescovo, “la nostra vita non è un girare a vuoto” ma tende ad “essere con il Signore” in paradiso, insieme a Maria. E il culto alla vergine “non è melenso” ma “è passaggio di vita che entra dentro la nostra storia”. Da mons. Solmi un pensiero alla “grandezza delle donne come Maria che, senza dirlo, senza pretendere la notorietà, danno la vita perché il Signore faccia in loro grandi cose per le persone che le avvicinano” e le rende “interpreti della sua misericordia”.