Editoriale
“Con i tanti problemi che ha il Paese sul fronte delle diseguaglianze e della tenuta sociale non appare francamente una priorità discutere dell’ abolizione della Tobin tax italiana”. Lo scrive l’economista Leonardo Becchetti nell’editoriale odierno del quotidiano “Avvenire”, intitolato “Strumenti per la ripresa”. Commentando i segnali di ripresa dell’economia, con la nuova stima del Pil annuale data a 1,5% di crescita, Becchetti osserva: “Sul fronte sociale non può non allarmarci il fatto che la ripresa avvenga tra luci e ombre, con indicatori come la qualità del lavoro che stentano a migliorare e che spiegano buona parte di proteste e disagi “. Secondo l’editorialista, “la ripresa sta debolmente facendosi strada ma permangono difetti strutturali molto importanti e da emendare urgentemente. Il Sistema Italia continua a essere indietro quanto a lacci e lacciuoli”. Per Becchetti, paghiamo inoltre “un divario fondamentale, verso Paesi come gli Stati Uniti ad esempio, quanto ad attenzione a ciò che serve per la crescita delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane che sono l’ossatura del nostro sistema produttivo e la parte che sta soffrendo oggi di più perché ancora non abbastanza internazionalizzata”. Un problema strutturale su cui il lancio dei Pir (piani individuali di risparmio) “ha cercato di intervenire” per quanto riguarda “una delle dimensioni fondamentali”, ovvero” l’accesso alle fonti di finanza esterna”. Con il grave limite però di “puntare solo sulle medie imprese quotate”. Per Becchetti è invece urgente che quei fondi “vengano usati per partecipazioni in fondi chiusi che investano in capitale di rischio rivolgendosi (con tutte le protezioni e garanzie del caso) alla vastissima platea delle piccole e medie imprese non quotate”.