Ricostruzione
Tenacia, fede e condivisione. Con queste tre parole mons. Renato Boccardo, vescovo di Spoleto-Norcia, sintetizza quanto vissuto in questi mesi profondamente segnati dal terremoto. Lo fa in un’intervista che sarà pubblicata su un numero speciale dei settimanali diocesani del Nordest voluto dalle Caritas Nordest ad un anno dal terremoto del 24 agosto 2016. “Tenacia – spiega mons. Boccardo – perché c’è gente che ha visto crollare la sua casa (terremoto del 1978, poi del 1997 e ora) e, dopo un primo tempo di scoraggiamento, non si è persa d’animo ma si è rimboccata nuovamente le maniche. Condivisione: fin dalla prima scossa, i parroci hanno condiviso in pieno la vita dei loro parrocchiani, dormendo in macchina e poi nelle tende con loro; la presenza dei volontari ha aiutato e aiuta tuttora la gente a guardare avanti con fiducia, ogni aiuto è uno stimolo per ricominciare. La vicinanza e la condivisione sono stati i doni più belli che abbiamo ricevuto”. “E poi c’è la fede – aggiunge -: in momenti come questi, più che mai, ci si appella a chi sappiamo non ci lascia mai soli, all’unica certezza che non può mai crollare”. E a proposito della fede di cui è intessuto il territorio di Norcia e della Valnerina, mons. Boccardo fa notare che “in tanti si sono preoccupati più delle chiese che delle proprie case, patrimonio culturale ma anche testimonianza della fede dei padri”.
