Intervista

Attacchi in Spagna: Giménez I March (Udc Catalogna), “agire contro il terrorismo, investire nell’educazione”

“Barcellona è una città mediterranea, aperta al mondo, oggi come nel corso della sua storia, al pari dei nostri vicini che si affacciano sul Mediterraneo. Siamo un Paese di transito; come altri Paesi europei, accogliamo persone provenienti da tutto il mondo, appartenenti a religioni diverse, con un’alta presenza di musulmani. Allo stesso tempo Barcellona è una città importante in termini di turismo e di cultura. Attualmente è attraversata da un processo politico che tende all’indipendenza che è a sua volta fonte di attrazione. I terroristi si scagliano contro la democrazia, contro i valori europei e contro la pacifica convivenza che caratterizza la città”. Joan Baptista Giménez I March, esponente della Uniò democràtica de Catalunya (Udc), già deputato nel Parlamento della Catalogna, profondo conoscitore della sua regione e della realtà spagnola, risponde ad alcune domande del Sir, all’indomani degli eventi di Barcellona e Cambrils. “Lo Stato spagnolo della Catalogna è stato colpito da una drammatica crisi economica; si può dire – afferma – che nel corso degli anni è stato fortemente punito da una severa politica fiscale. Ma la società catalana è vitale, partecipativa, forte della sua particolare cultura che è stata adottata dagli immigrati arrivati dal resto della Spagna, e più recentemente dal resto del mondo. Tuttavia, è più che mai evidente che una parte della popolazione immigrata non si è adattata alla nostra cultura e continua a vivere secondo un’altra cultura che vede come propria, separata dal resto della realtà sociale. In situazioni di difficoltà alcune di queste persone si attaccano alla loro religione con un atteggiamento vendicativo”.
Aggiunge: “L’Europa, la Catalogna e le altre comunità, trovano fondamento nella loro identità. L’identità in questo caso significa collocazione geografica, cultura e affermazione. Ogni cultura che ci visita oggi o nel passato lascia la propria impronta, ma questa impronta diventa parte integrante e non un elemento distinto o separato. È un qualcosa che si va ad aggiungere al resto. Ciò che non è possibile gestire è il fatto che una maggioranza fra gli immigrati intenda preservare il 100% della propria identità attraverso la soppressione e l’eliminazione della nostra cultura e rendendoci inferiori”. Tra le risposte suggerite, l’azione contro il terrorismo, una politica vivace e credibile “e maggiori investimenti nel settore educativo”.