Visita
“Dopo l’incontro dello scorso anno all’Avana tra il Papa e il Patriarca, la posizione di segretario di Stato conferisce a questa visita del card. Parolin un’importanza di particolare rilievo. Questa visita è molto attesa sia da parte cattolica che da parte ortodossa”. È quanto ha affermato monsignor Celestino Migliore, nunzio apostolico nella Federazione Russa, in un’intervista a Radio Vaticana a poche ore dalla partenza per la Russia del card. Parolin. “Mi auguro che questa visita faciliti dialogo e intesa tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa e contribuisca alla risoluzione di numerose tensioni internazionali”, auspica il nunzio, secondo cui “il segretario di Stato viene a Mosca facendosi interprete dalla sollecitudine di Papa Francesco per le varie crisi mondiali in atto”. “La Santa Sede – aggiunge Migliore – segue con attenzione e preoccupazione tutte queste situazioni e desidera portare il proprio contributo per una specifica risoluzione, appellandosi anche alla buona volontà, alle possibilità e all’intesa dei maggiori attori sulla scena internazionale”. Parlando degli incontri che il card. Parolin avrà con le autorità russe, il nunzio rileva che “la Santa Sede mantiene le porte aperte all’incontro, al dialogo e al confronto con ogni Paese, cultura e religione e, allo stesso tempo, incoraggia a mettere da parte i diaframmi ideologici che spesso travisano la realtà”. Una delle iniziative nel cammino del dialogo ecumenico riguarda “la sensibilizzazione della comunità internazionale alla questione delle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente e alle modalità di fornire loro un aiuto”, osserva Migliore. Rispetto al dialogo tra cattolici e ortodossi, “mi auguro che questa visita accresca quella conoscenza e stima reciproca tra le due comunità cristiane”, aggiunge il nunzio. “Non abbiamo più ragione di temerci l’un l’altro. Ovviamente, c’è tutto un passato che pesa – conclude il nunzio – ma c’è anche l’urgenza del presente, del futuro che ci chiama ad andare avanti e a mettere alle spalle queste recriminazioni del passato”.