Comunione e Liberazione
(dall’inviato a Rimini) – “La società, e in particolare il mondo del lavoro, deve necessariamente partire dalle categorie più deboli, misurarsi con chi non ce la fa”. Lo ha affermato ieri sera don Andrea Bonsignori, direttore della scuola del Cottolengo a Torino, intervenendo all’incontro “Il lavoro che cambia: il ‘Piano Marshall’ per i giovani” svoltosi al Meeting di Rimini. “È necessario considerare il terzo settore – ha aggiunto il sacerdote – non solo più un settore economico ma un settore realmente produttivo”. Per don Bonsignori, “la dignità delle persone passa dalla capacità di saper fare qualcosa e di metterlo a servizio”. Per giustificare le sue affermazioni, il direttore della scuola del Cottolengo ha raccontato proprio l’esperienza nata alcuni anni fa in quella struttura sostituendo alla logica comune quella che “qualunque persona è in grado di fare qualcosa”. Così i ragazzi con problemi di autismo sono stati scelti per ricaricare i distributori automatici di bevande. “La cooperativa ‘ChiccoCotto’, un’impresa che ora è a Torino, ad Arezzo, sta aprendo a Palermo e a breve sarà anche a Roma”. Una realtà “con più di 40 negozi in Italia e che coinvolge più di 70 ragazzi con problemi di disabilità che lavorano associati a ragazzi che escono dal carcere, agli esodati”. “Non credevano potesse diventare una realtà così importante” ed è una realtà che “parte dalla dignità dei più bravi”. “La dignità – ha proseguito – passa dal fatto che il guadagno vuole diventare uno stipendio per i ragazzi”. “A breve – ha rivelato – apriremo con Fca anche la ‘MeccaniCotto’, con lo stesso principio delle officine meccaniche”.