Comunione e Liberazione
(dall’inviato a Rimini) – “Cristiani ed ebrei erano in Medio Oriente ben prima dell’islam e rimarranno lì assieme ai musulmani nonostante i terroristi. Il nostro futuro è insieme”. È la convinzione esplicitata oggi pomeriggio da Mohammad Sammak, segretario generale del Comitato per il dialogo islamo-cristiano in Libano, nel corso dell’incontro “Un dialogo da riguadagnare” svoltosi al Meeting di Rimini. “In questo momento da parte di alcuni musulmani c’è un fraintendimento dell’islam, una falsa interpretazione della religione da parte dei terroristi e degli estremisti”, ha osservato. “Queste persone che si macchiano di crimini – ha aggiunto – contraddicono gli insegnamenti dell’islam”. “Noi – ha invitato Sammak – costruiamo la nostra comprensione, costruiamo il nostro dialogo di comprensione sui principi effettivi e reali e non sulla stupidità di questi selvaggi, così bruti, che non solo fedeli all’islam e che pretendono di parlare a nome dell’islam”. “Vi posso assicurare che il mondo musulmano si è reso conto del pericolo rappresentato da questi estremisti e del fatto che islam e cristianesimo convivono da secoli nel medio Oriente”. Nel suo intervento, Sammak ha rilevato che “il dialogo è l’arte di ricercare la verità nell’altro”. “Se non riusciamo a comprendere l’altro non è possibile avviare il dialogo”, ha proseguito, prima di esporre quanto il Corano dice su sei punti: Gesù Cristo, la Bibbia, Maria, la Chiesa, il clero e i credenti. Secondo Sammak, nell’attuale situazione è “necessario un ponte di conoscenza” tra le religioni.