Accoglienza
La Caritas diocesana di Città di Castello, “sposando” le motivazioni della campagna Cei “liberi di partire, liberi di restare”, attualmente accoglie 17 giovani profughi dell’Africa sub sahariana e sta offrendo loro un percorso formativo sperimentale con lo scopo di formare e insegnare un mestiere, a coloro che sono in attesa dei documenti. In particolare i ragazzi stanno seguendo un corso sul metodo biologico in agricoltura, così come viene operata nei nostri contesti. In un comunicato diffuso oggi, la Caritas fa notare come la formazione acquisita “potrebbe essere spendibile per un loro eventuale rientro in patria. Ai ragazzi è stato messo a disposizione un pezzo di terreno nel quale, esercitandosi, producono ortaggi e verdure per il loro fabbisogno personale”. Anche le Istituzioni e gli enti territoriali, stanno mettendo in campo progetti: il Progetto Oikos, patrocinato dal Comune di Città di Castello con la partnership di associazioni locali, ha l’obiettivo di favorire la realizzazione di percorsi di accoglienza e integrazione a favore di cittadini stranieri accolti attraverso percorsi di formazione e volontariato. “Crediamo – scrive la Caritas – che siano proposte concrete che vadano oltre le parole, e che mirano a gestire al meglio un fenomeno che esiste ed è sempre più articolato che, diversamente, può creare conflittualità e problemi. L’incontro e il confronto con persone che hanno fatto esperienze di vita diversa dalle nostre, difficili, di sofferenza, di successi e insuccessi, l’incontro con chi cerca un riscatto, può essere per noi fonte di crescita, e può permettere anche di dare un senso ulteriore alla nostra vita”.