Viaggio apostolico

Papa in Colombia: padre De Roux (gesuita), “il processo di pace non si fermerà. Ma restano ancora tanti gli squilibri sociali”

“Anche se le prossime elezioni presidenziali dovessero vedere la vittoria di un candidato contrario all’accordo con le Farc, non credo che la Colombia possa tornare indietro”. Lo spiega al Sir, in vista della visita del Papa in Colombia, padre Francisco De Roux, gesuita, uno dei maggiori esperti di pace e dialogo in Colombia, attualmente direttore del centro “Fe y Cultura” e docente all’Università Javeriana di Bogotá. Aggiunge lo studioso gesuita: “Il movimento che spinge per mettere fine al conflitto è molto forte nel Paese e la scelta delle Farc è irreversibile. Certo, ci potrebbero essere dei rallentamenti, è ancora aperta la trattativa con l’Eln, c’è qualche frangia dissidente della guerriglia. E poi c’è il problema degli squilibri sociali, delle diseguaglianze. La Colombia è uno dei dieci Paesi con maggiore diseguaglianza, è uno dei Paesi più corrotti, con minore rispetto per l’ambiente”.
In questo contesto, continuano ad essere molte anche negli ultimi mesi le uccisioni di tanti leader sociali e difensori dei diritti dei contadini: “Nel corso degli anni sono stati uccisi in Colombia 4mila leader sociali, donne coraggiose, persone di colore che nella zona del Pacifico lottavano per i propri diritti… leader di grande qualità. Tuttavia resto convinto che il primo problema del Paese è trovare la via per superare la frattura a livello umano tra di noi e per imboccare la strada della riconciliazione. Poi, via via inizieremo a risolvere i vari problemi”.