Convegno nazionale
“Stiamo costruendo un mondo senza l’altro dove chi è diverso da noi non deve esistere. Così l’immigrato è ‘altro’, il disabile è ‘altro’”. Lo ha detto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e presidente di Caritas Italiana, in occasione dell’ultima giornata del convegno nazionale dei diaconi, ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. “Accogliere significa saper prendere per mano, camminare insieme, far percepire che anche noi come Chiesa accompagniamo i poveri – ha aggiunto -. Quando una persona si sente accolta per quello che è, oltre a non sentirsi diverso da noi, si sente amata da Dio. Ecco perché l’accoglienza è una cosa diversa dall’ospitalità. L’accoglienza può essere data in maniera formale, l’ospitalità col cuore”. Il presule ha spiegato anche cos’è la “diaconia dell’accoglienza: “Creare relazioni tra uomini per rendere la vita più umana. Una vita non accolta muore anche se biologicamente sopravvive”. Perché “l’accogliere non è solo dare un aiuto generoso ma dimostrare amicizia”. Montenegro, infine, ha ricordato la visita del Papa a Lampedusa, dove “Francesco volle poveri, immigrati e bambini, non politici e vescovi. Mai nelle nostre Chiese, però, abbiamo messo un biglietto nei posti in prima fila riservandoli ai poveri”.