Educazione
“Quello che manca è un equilibrato senso comune che dovrebbe portare al rispetto di ciò che appartiene a tutti, che è patrimonio di tutti e del quale tutti siamo responsabili”. Così il vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, commenta nel documento “Amiamo la nostra ‘Casa comune’ che è la Terra” i numerosi “roghi devastanti” che, nelle zone limitrofe di Piazza Armerina, “hanno coinvolto una vasta area boschiva, utilissima, per le variegate fruizioni di bellezza naturale”. “Occorre ammettere – osserva il vescovo – che non esistono neppure ragioni per gesti così inconsulti che lasciano intravedere un cammino di ri-educazione lungo e faticoso”. Mons. Gisana parla di “egoismo delle persone”, di “disastro ambientale offensivo” di fronte al quale “non si può restare indifferenti”. Per il vescovo, è necessaria una “ricostituzione di un certo buon senso”, che “deve prendere le mosse anzitutto da quanti svolgono il difficile compito della formazione a diversi livelli: genitoriale, scolastico, parrocchiale. Occorre mirare alla formazione della coscienza”. “Chi ha commesso questo atto infame – ammonisce Gisana – ha certamente stravolto e distrutto l’ambiente, ma ha pure ribaltato l’ordine naturale della relazione con l’altro”. “Nei percorsi di rieducazione, a partire dalla confessione sacramentale dove sarebbe il caso di considerare che il danno verso l’ambiente è un peccato grave accanto ai peccati che offendono la vita umana, è necessario – aggiunge – far capire che l’umanità non è differente dalla natura, cioè che l’ambiente è correlato intrinsecamente alla crescita dell’uomo sulla faccia della terra”. Secondo il vescovo, “il disastro che ha colpito Piazza Armerina, come pure i variegati roghi del territorio siciliano, sono un’amara evocazione di un degrado che sta colpendo l’uomo, incapace di amalgamare relazioni equilibrate”. Gisana chiama all’appello le famiglie, la scuola e le parrocchie per far fronte ad “una sfida educativa che ha valenza epocale”. “Ci si affida alla nuova generazione che, riappropriandosi di uno stile nuovo di relazione, saprà riedificare quanto, per egoismo e cinico tornaconto, è stato leso e distrutto”.