Criminalità
“Non sappiamo i motivi alla base di quest’azione inumana e non possiamo immaginare che si possa fare una cosa del genere a persone innocenti che si ritrovano in chiesa alle 6 del mattino per pregare”. Così mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana, commenta a Radio Vaticana l’attacco armato avvenuto ieri mattina nella chiesa di san Filippo a Ozubulu, nel Sud-Est della Nigeria. Almeno di 11 vittime e una ventina di feriti il bilancio dell’irruzione armata. Secondo mons. Kaigama, che in questi giorni è in Italia, lo Stato meridionale di Anambra – dove si trova Ozubulu – “è una zona molto cristiana, la zona nigeriana in cui la Chiesa cattolica è presente da più tempo”. “Qui – spiega – i primi missionari sono arrivati nel 1885”. L’arcivescovo prega che un così brutale episodio “resti un caso isolato” e aggiunge: “In Nigeria abbiamo vissuto tanti problemi e non vogliamo che cresca la tensione. Abbiamo bisogno di pace perché il nostro è un Paese con tante risorse, che se usate bene ci consentiranno di vivere in pace”.