Politica

Commissione Ue: età pensione, secondo avviso di infrazione nei confronti della Polonia. Possibili discriminazioni di genere

(Strasburgo) La Commissione europea ha deciso di chiedere un’altra volta alla Polonia di adeguarsi alle normative europee. La Commissione è del parere che l’introduzione in Polonia dell’età pensionistica diversa per uomini e donne (60 anni per le donne, 65 anni per gli uomini) è contraria ai trattati dell’Unione. A parere della Commissione tale differenziazione, valida in tutti i settori produttivi e dell’amministrazione dello Stato, prefigurerebbe la discriminazione di genere. Nel dialogo con Bruxelles, il governo polacco ha motivato la sua decisione (in vigore dal 1° ottobre prossimo) con argomenti legati alle tradizioni e usanze nazionali, ma il ragionamento non ha convinto i commissari, preoccupati inoltre da nuove prerogative del ministro di Giustizia polacco autorizzato a concludere o prolungare il mandato dei giudici in maniera arbitraria. Il titolare del ministero di Giustizia polacco, Zbigniew Ziobro, a fine luglio, dopo il primo avviso riguardante la procedura d’infrazione nei confronti di Varsavia da parte della Commissione, ha ricordato che l’amministrazione della giustizia “è un affare interno di ogni Stato Ue” e ha ribadito che “pressioni, avvertimenti o minacce” non avrebbero alcun effetto “se non quello di rafforzare la convinzione che la Polonia si comporti correttamente”.