Seminario Università cattolica

Sinodo giovani: Bichi (sociologa), primi risultati dell’indagine sugli educatori alla fede. Duecento interviste su tutto il territorio

L’indagine “Un profilo degli educatori alla fede oggi” nasce sulla scorta di “una prima ricerca già conclusa, che ha dato ascolto a 150 ragazzi e ragazze in tutta Italia sul loro rapporto con la fede e dalla quale è nato il volume ‘Dio a modo mio’”. Rita Bichi, docente di sociologia generale presso la Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, anticipa al Sir il contesto in cui è nata la ricerca sugli educatori alla fede, condotta dall’Istituto Giuseppe Toniolo e ancora in corso, di cui questa sera verrà presentata una “prima lettura” nell’ambito del seminario di studio “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Ateneo a Roma (11-14 settembre). Proprio da questa prima indagine, spiega Bichi, è scaturito un ulteriore filone di ricerca “che non riguardava più i ragazzi ma gli adulti che si occupano della trasmissione della fede e quindi educatori in senso lato: genitori, sacerdoti, religiosi/e, catechisti, insegnanti. Tutti adulti che hanno come scopo della propria azione educativa la trasmissione della fede”. La rilevazione è iniziata alcuni mesi fa sulla scorta di una traccia di interviste che tocca diversi temi: il percorso degli educatori, le domande più specifiche legate alla trasmissione della fede, l’idea dei valori e delle parole chiave del cristianesimo che segnano il loro percorso e indicano loro la strada da seguire. “Abbiamo formulato anche domande in merito ai giovani e alla loro capacità di comprendere e fare propri i problemi della fede e della religione – prosegue la sociologa -. È già a più di metà la fase di raccolta delle risposte e sono stati elaborati i primi risultati: circa 90 interviste sulle oltre 200 raccolte da un campione che copre tutte le regioni italiane”. L’unità di indagine prescelta è “la diocesi e, al suo interno, la parrocchia. Il campione è stato scelto sulla base di criteri come la distribuzione sul territorio, la grandezza delle diocesi, la rilevanza di ciascuna entità all’interno del territorio sul quale insisteva”.