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“L’impresa del bene non può essere considerata un premio ma è quanto meno una forma di riconoscenza. Verso chi si impegna per la collettività in ambiti diversi, chi è riuscito a riscattarsi, chi ha sperimentato una strada utile a sé e agli altri, chi unisce il profitto al sociale, chi non si arrende. Scrollandosi di dosso la tentazione del buonismo facile ma proponendo semplicemente modelli alternativi: ci sono i problemi, ma ci sono anche le soluzioni”. Elisabetta Soglio presenta così, sulle pagine del “Corriere della sera”, il nuovo inserto “Buone notizie” – allegato gratuitamente al giornale – che si occupa di terzo settore, associazionismo, volontariato, buone pratiche, nuova imprenditorialità, cultura… Non manca un’attenzione dichiarata al mondo cattolico. Aggiunge Soglio. “Questo nuovo inserto vorrebbe trasmettere l’energia e la passione che abbiamo sentito incontrando tante persone impegnate nelle associazioni di volontariato, nelle cooperative, nelle imprese sociali, nelle fondazioni, in tante aziende: ma anche nelle parrocchie e nei centri ricreativi, nei quartieri e nei circoli culturali, negli ospedali e nelle università”.
“Accanto al racconto delle loro storie, offriremo una parte di servizio che si propone come piattaforma editoriale per il Terzo settore: un mondo diventato in Italia, ma non solo da noi, sempre più forte e sempre più imprescindibile”. L’inserto “nasce nell’anno in cui l’attesa riforma del Terzo settore prende forma con i decreti attuativi: un modo per inquadrare meglio queste realtà, per riconoscere il valore dell’impresa sociale, per garantire le dovute agevolazioni fiscali e le garanzie di trasparenza a chi dona. Era a maggior ragione necessario offrire un progetto editoriale in grado di stare al passo con questo nuovo approccio culturale (e sostanziale) e di avvicinare i lettori alle nuove tendenze di quell’economia sociale, solidale e positiva sperimentate con successo in America e nelle società più avanzate. Tendenze che regalano anche nuove prospettive di lavoro e occupazione per i nostri giovani”.