Volontariato
“La riforma garantisce al sistema dei Csv una certa tranquillità per il futuro”. Non c’è invece “motivo di preoccupazione riguardo il pericolo di minori finanziamenti per le regioni più deboli a causa dell’istituzione del Fondo unico nazionale: troveremo insieme i criteri più equi per ripartire il fondo, al di là della presenza o meno delle fondazioni bancarie sul territorio”. È quanto ha affermato Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Associazione delle Casse di risparmio (Acri), in un intervento video inviato oggi alla Conferenza 2017 di Csvnet, in corso a Roma fino al 1° ottobre. “La nostra maggioranza nell’Organismo nazionale di controllo (Onc) e in quelli territoriali (Otc) sarà messa a disposizione per arrivare alle soluzioni migliori: noi opereremo perché tutte le decisioni siano prese all’unanimità”, ha garantito Guzzetti, riferendosi al fatto che le fondazioni di origine bancaria, in quanto finanziatrici delle attività dei Centri di servizio per il volontariato (Csv), avranno la maggioranza nei nuovi organismi previsti dal nuovo Codice del Terzo settore per l’indirizzo e il controllo degli stessi Csv. Parlando dei “rapporti tranquilli” ormai instaurati tra fondazioni bancarie e rete dei Csv, Guzzetti si è impegnato a garantire la massima collegialità negli organismi di controllo, che entreranno in funzione nel 2018. Tali cambiamenti, ha sottolineato Guzzetti rispondendo alle preoccupazioni emerse in questi mesi in vari territori, non mortificheranno affatto l’autonomia dei singoli Centri: “Non ci sarà nessun centralismo e nessun pericolo per la pluralità delle esperienze locali”, ha assicurato il presidente dell’Acri. Alla fine del videomessaggio, Stefano Tabò, presidente di Csvnet, ha elogiato Guzzetti per la sua “onestà intellettuale” nelle trattative spesso dure tra Csvnet e Acri negli ultimi sei anni.