Politica

Ue: seminario Ppe a Roma. Cesa (Parlamento), “più Europa per rispondere alle sfide globali”. Sì all’esercito unico. Rimettere al centro il Mediterraneo

“Sicurezza comune e stabilità nella regione del Mediterraneo”: questo il tema al centro della due giorni (28 e 29 settembre) di riunioni del gruppo Ppe (Partito popolare europeo) presso l’Hotel Excelsior a Roma. Numerosi gli interventi, le relazioni, le tavole rotonde – con ospiti da diversi Paesi – sul futuro dell’Ue, su migrazioni e Africa, sicurezza e terrorismo, economia e lavoro, bioetica, innovazione tecnologica e digitalizzazione d’impresa, dialogo energetico tra Russia e Unione europea, politica estera comunitaria… I lavori si chiudono in serata. L’eurodeputato Lorenzo Cesa commenta per il Sir i risultati sinora acquisiti: “Stiamo discutendo delle grandi sfide che sollecitano l’Unione europea. Abbiamo ascoltato voci di esperti, studiosi e politici per approfondire tematiche sulle quali il Parlamento europeo è chiamato a esprimersi e a legiferare. Emerge fra l’altro la necessità di tornare a mettere il Mediterraneo al centro dell’attenzione europea, anche perché questo significa affrontare nodi cruciali quali lo sviluppo, le migrazioni, le politiche di vicinato, la sicurezza, il dialogo interculturale e interreligioso”. Si parla di Europa in un momento in cui l’Ue subisce le pressioni di populisti e nazionalisti… “Sì, è vero – risponde Cesa – e a maggior ragione va sottolineato questo messaggio che il Ppe propone con forza: serve più Europa, con uno slancio rinnovato dell’integrazione comunitaria, proprio per dare risposte adeguate alle richieste dei cittadini, dei Paesi membri, delle imprese, della società civile”.
Nel paniere di argomenti discussi “vanno poi segnalati – prosegue l’eurodeputato Ppe – il Brexit, i rapporti con gli Stati Uniti del presidente Trump e quelli con Russia, Cina e gli altri grandi competitori mondiali. In questo senso perseguiamo una nuova governance all’altezza dei problemi che abbiamo di fronte in uno scenario globale”. Macron ha parlato di esercito europeo, cosa ne pensa? “Sono assolutamente d’accordo. È una necessità per la sicurezza interna e un elemento essenziale per poter costruire una politica estera comune”. Cesa prosegue: “Ci siamo soffermati anche sui populismi che attraversano il continente e crediamo che per contrastarli serve un’Europa più forte, solidale, ancorata ai suoi valori storici che abbiamo ripercorso in questi giorni, anche con riferimento ai padri fondatori. Un’Europa ancorata alle radici e al contempo proiettata in avanti”.