Giovani

Vescovi europei: card. Nichols, un documento del Ccee sarà presentato alla Segreteria del Sinodo come contributo alla preparazione

(dall’inviata a Minsk) Un documento dei vescovi europei sui giovani sarà presentato alla Segreteria del sinodo dei vescovi come frutto di confronto e come contributo alla preparazione del Sinodo sui giovani che si terrà il prossimo anno in Vaticano.  Ad annunciarlo è il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e vice presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa parlando oggi a Minsk, a margine della Assemblea plenaria dei vescovi europei che oggi è stata interamente dedicata al tema dei giovani. “È sicuramente nostra intenzione prima della fine di questo incontro – ha detto il card. Nichols – avere un documento in cui viene messo tutto ciò che è stato detto. Questo documento sarà il contributo che il Ccee da per la preparazione del Sinodo. Sono membro del Comitato di preparazione del Sinodo che si incontrerà a novembre e mi assicurerò che quanto è stato espresso sia ascoltato”.

Questa mattina i vescovi si sono divisi prima in piccoli gruppi per aree linguistiche e poi in plenaria dove ciascun gruppo ha relazionato su quanto emerso nel confronto. “Penso – ha affermato il cardinale – che il nostro obiettivo sia quello rispondere all’invito di papa Francesco che i giovani diventino attori della storia, protagonisti del cambiamento”. Prendendo spunto dal confronto i vescovi hanno parlato del senso di incertezza in cui oggi vivono i giovani. “Talvolta vengono da vite familiari ed esperienze personali difficili ma sono generosi”, ha osservato il cardinale inglese sottolineando come l’approccio dei vescovi ai giovani sia stato “positivo”. “Vivono in una cultura diversa da quella in cui siamo cresciuti noi. È una cultura che cambia rapidamente, fatta più di immagini e suoni che di teorie e filosofie. Abbiamo riconosciuto il nostro bisogno di amare questa cultura, di entrarci dentro e non avvicinarla con paura o con il desiderio di correggerla o per sottolinearne delle inadeguatezze”. Ma per fare questo percorso, occorre mettere in atto, quello che il card. Nichols ha chiamato “conversione pastorale che non vuol dire solo decidersi di andare incontro ai giovani ma essere pronti ad una conversione che parte da noi stessi, eliminando preconcetti e andando incontro all’altro senza filtrarlo con quello che sappiamo già. Un esempio di questa conversione pastorale la dà papa Francesco nel modo in cui lui incontra le persone con gesti semplici: questa conversione pastorale è essenziale per il discernimento che sarà parola chiave del Sinodo”.