Lettera
“Vai anche tu in Università senza paura, perché nelle aule il Risorto ti precede per costruire insieme la civiltà dell’amore trasformando il tuo studio in un dono incommensurabile per gli altri”. Così il vescovo ausiliare di Roma, mons. Lorenzo Leuzzi, si rivolge agli studenti universitari romani nella nuova lettera all’inizio dell’anno accademico. Per la sua riflessione, mons. Leuzzi parte da quanto vissero le donne recatesi al sepolcro la mattina di Pasqua: “Non abbiate paura. Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui” (Mc 16,6). “Tutti voi – osserva il vescovo – siete dei cercatori. L’universitario è per vocazione un cercatore. Se non cerchi qualcosa, non ha senso lo studio universitario”. “All’inizio dell’anno accademico – prosegue – vorrei augurare a tutti voi di fare la stessa esperienza delle donne: ‘non è qui’”. “Anche lo studio – spiega – può condurci alla certezza del sepolcro, dove tutto si compie e tutto può essere compreso e manipolato”. “Quando cerchi, quando studi, quando progetti la tua vita, non hai mai sperimentato che Lui ti era vicino per ricordati le parole del giovane del sepolcro: ‘non è qui’?”, chiede mons. Leuzzi. “Purtroppo – continua – tante volte, ciascuno di noi preferisce arrivare a destinazione subito, sentirsi appagato. Come l’esperienza del sepolcro. Tristi, ma appagati”. “Non essere mai appagato”, l’esortazione del vescovo. “Davanti a te – assicura mons. Leuzzi – non c’è il sepolcro, ma il Risorto che cammina con te. E lo studio è il cammino privilegiato che desidera condividere con te”. “Mai studiare pensando al sepolcro, o illudendosi di vitalizzarlo come propone la cultura contemporanea dei potenti. Il sepolcro è e resterà il luogo della morte”. “Non perdere tempo”, “non ti lasciare incantare dalle sirene dell’immediato e della visibilità”. “Solo il sepolcro – rileva – è datato e definito. La tua esistenza è senza fine, perché il Crocifisso ‘non è qui’”.