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“Avvenire” apre la sua prima pagina con un grande titolo su due foto legate a diversi fronti di guerra e di pace. Da una parte, la crisi coreana, con l'”avviso” unanime del mondo a Kim perché fermi le provocazioni atomiche; dall’altra, il segnale positivo che arriva dalla Colombia prima ancora che il Papa parta per la sua visita: l’accordo tra governo e guerriglia Eln. Il commento di Riccardo Redaelli, politologo dell’Università Cattolica, si focalizza sui rischi di conflitto che arrivano dall’Asia: “Da anni – ma il fenomeno si è accentuato con l’arrivo del giovane leader supremo Kim Jong-un – la Corea del Nord utilizza quella che è stata definita una diplomazia nucleare coercitiva. In pratica – spiega Redaelli – le continue provocazioni di Pyongyang puntano a farsi riconoscere – in particolare da Washington – quale membro del ‘club nucleare’ a tutti gli effetti, rinunciando al cardine della politica statunitense che punta alla completa e verificabile denuclearizzazione del Paese asiatico. Corollario di questa strategia è anche l’avvio di trattative dirette che gli Stati Uniti hanno sempre evitato, se non nel contesto di colloqui multilaterali regionali (i colloqui a sei Paesi), e l’uso del nucleare come ricatto per ottenere quelle forniture energetiche e alimentari che impediscono il collasso di un’economia distrutta dalla rigidità della dottrina comunista e dalle folli spese militari del regime”, conclude l’editorialista. A centro pagina, un ampio titolo per un reportage dalla Libia di Nello Scavo, che riferisce di sepolture comuni per le vittime di stragi in mare di cui non si era ancora avuta notizia. Un titolo anche per il caso del processo per la cosiddetta strage di Natale, a rischio di un nuovo, lungo rinvio, vicenda sulla quale si concentra un commento di Marina Corradi. Un richiamo, infine, per l’anniversario della morte di Madre Teresa, alla quale è dedicato un commento di Francesco Ognibene.