Riforma

Media vaticani: Romani e Peverini (Luiss), “l’innovazione tecnologica non è un fine ma un mezzo per l’integrazione della comunicazione”

Si chiama “Comunicazione e tecnologia: modelli e casi di intermedialità dinamica”, lo studio condotto per un anno e mezzo dal Centro di ricerca Luiss X.Ite per la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. È in corso questa mattina 4 settembre, dalle ore 10, nella storica sede dell’Università Luiss “Guido Carli” (viale Pola 12, Roma), la presentazione della ricerca coordinata dai professori Simona Romani e Paolo Peverini. “Il risultato principale dello studio – hanno indicato i due docenti – consiste nel riconoscere che le forme efficaci e più innovative di convergenza mediale, seppure si fondino su forme di innovazione tecnologica, sicuramente richiedono il superamento di una visione tecnocentrica dei media”. Pertanto, hanno aggiunto i due studiosi, “questo significa che l’integrazione della comunicazione nella nostra prospettiva si rivela come un fenomeno stratificato e dinamico, che necessariamente implica la capacità delle organizzazioni, istituzioni o imprese, di ripensare il proprio dialogo con gli stakeholder; sono richieste infatti nuove forme di dialettica con i pubblici di riferimento. Ancora, occorre ripensare anche la capacità di elaborare, produrre, forme di racconto autentiche ed emozionalmente coinvolgenti; la capacità di distribuire contenuti sui vari media rispettando logiche di complementarietà, versatilità e di sinergia organizzativa nonché di interazione”. Secondo questa prospettiva, quindi, “superare una visione tecnocentrica dei media significa riconoscere che l’innovazione tecnologica non deve essere un fine, bensì deve essere riconosciuta come un mezzo per raggiungere l’integrazione della comunicazione”.