Rifugiati
“Qui si fa un lavoro molto importante alla frontiera dell’Europa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, incaricato speciale per i rifugiati della Conferenza episcopale tedesca, al termine di una visita oggi nell’hotspot di Pozzallo. “Per me – ha aggiunto – è stato molto importante questo confronto. Sono rimasto positivamente impressionato dal lavoro delle organizzazioni presenti: ho visto che lavorano bene insieme con le istituzioni”. L’arcivescovo è stato accolto nella struttura dai vescovi di Noto e di Ragusa, mons. Antonio Staglianò e mons. Carmelo Cuttitta. Presenti anche il prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, i rappresentanti delle forze dell’ordine e della Capitaneria di porto, il vice sindaco di Pozzallo, Giuseppe Giudice, e il direttore dell’Ufficio migrantes della diocesi di Noto, don Paolo Catinello. Mons. Hesse ha incontrato i 60 migranti ospiti nell’hotspot e i volontari. L’arcivescovo ha chiarito come la questione immigrazione non sia un problema che riguarda solo l’Italia, ma l’Europa. “La Chiesa tedesca è molto impegnata sul tema dell’accoglienza, sia con fondi che con volontari e lavora molto nei Paesi di provenienza dei migranti: un terzo dei fondi spesi per l’immigrazione sono destinati ai Paesi da dove i rifugiati partono. Questa è una priorità che abbiamo scelto: non solo l’aiuto quando arrivano, ma vedere anche quali possibilità si possono offrire loro per non scappare dalla loro terra”. Il presule ha puntato l’attenzione anche sulla sinergia tra organizzazioni e istituzioni statali: “Parlando con la cancelliera Merkel, ho percepito che quando lei dice ce la possiamo fare, lo afferma perché vede che in Germania ci sono molte organizzazioni e persone impegnate. Lo Stato da solo non può farcela, deve lavorare con altre organizzazioni”.