Sanità

Malaria: Palma (Ospedale Bambino Gesù), “non c’è allarme, ma si aprono scenari nuovi”

In Italia non c’è al momento alcun allarme malaria, ma occorre capire il prima possibile la modalità di trasmissione del parassita alla piccola Sofia Zago “perché questo caso apre uno scenario nuovo”. Ad affermarlo in un’intervista al Sir è Paolo Palma, immuno-infettivologo dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che solo in questo 2017 ha diagnosticato e curato nove casi di malaria: bimbi perfettamente guariti perché diagnosticati e trattati tempestivamente. “A queste condizioni – sostiene – la risposta è quasi sempre presente, mentre più tempo passa senza diagnosi e terapia, più aumenta la carica parassitaria nel sangue e il rischio di gravi forme cerebrali”. La piccola Sofia Zago, deceduta a Brescia dopo il ricovero a Trento, è stata colpita dal Plasmodium falciparum, lo stesso che aveva infettato i due bambini di ritorno dal Burkina Faso, ricoverati nei giorni scorsi nello stesso reparto della bimba. Ma di questo tipo di Plasmodium esistono diverse varianti, precisa Palma. Perciò, premettendo di non essere in possesso di dati obiettivi, ma solo di informazioni giornalistiche, sostiene: “È necessario eseguire uno studio di genotipizzazione di questo ceppo, un’indagine molecolare per identificare a quale famiglia appartenga questo parassita e capire se si tratta della stessa variante che ha provocato l’infezione negli altri due piccoli”. Sì dunque a indagini e controlli perché il rischio zero non esiste, “ma niente allarmismi. Il caso della bimba di Brescia è eccezionale. Non c’è evidenza che la malaria rappresenti un problema pediatrico per l’Italia”, chiosa l’esperto tranquillizzando i genitori e invitandoli ad evitare la corsa in Pronto soccorso, come sta accadendo in questi giorni al Bambino Gesù, ai primi segnali di febbre o mal di testa dei propri figli. E sull’equazione immigrati-malaria taglia corto: “Non sta in piedi: è infondata e strumentale”.