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Ue: bilancio pluriennale, verso la revisione. Oettinger (Commissione), “due buchi, Brexit e nuovi impegni”

(Bruxelles) Entro maggio la Commissione Ue presenterà la sua proposta per il Quadro finanziario pluriennale (Qfp), ovvero il bilancio pluriennale, dell’Unione europea per il periodo successivo al 2020. Finora i Qfp, inaugurati dalla Commissione Delors nel 1988, avevano una durata di 7 anni, quindi in teoria la futura programmazione pluriennale – che guida rigidamente i bilanci annuali dell’Unione – dovrebbe raggiungere il 2027, anche se il commissario al bilancio Günther Oettinger, tedesco, non specifica il nuovo periodo di riferimento. Durante l’incontro con la stampa per la presentazione delle linee su cui si muoverà l’Esecutivo, derivate anche da una conferenza di due giorni svoltasi lunedì e martedì a Bruxelles, Oettinger ha affermato: “Dobbiamo considerare due buchi che si aprono nel bilancio pluriennale. Anzitutto quello legato al Brexit: il recesso del Regno Unito comporterà minori entrate per circa 12-14 miliardi l’anno”, su un bilancio annuale di 150 miliardi circa (ovviamente verranno meno, pur in misura minore, anche i fondi destinati a Londra). La seconda incognita è invece legata “alle nuove competenze e impegni che l’Ue deve affrontare e che non erano prevedibili” nella misura attuale “in passato”: ed elenca il controllo delle frontiere, le migrazioni, la sicurezza, nuove aree per la ricerca, il sostegno allo sviluppo dei Paesi poveri. Oettinger conferma però che “il bilancio Ue continuerà a corrispondere all’1% del Pil europeo”, come accade ora.