Politica
(Bruxelles) I due “buchi” o “lacune”, come dice il commissario Günther Oettinger, che si aprono nel bilancio futuro dell’Ue – legati all’uscita del Regno Unito e alle nuove spese per ulteriori competenze dell’Unione – saranno colmati, in pari entità, con tagli al bilancio (circa 6 miliardi) e con aumento delle entrate con maggiori versamenti nelle casse di Bruxelles da parte degli Stati membri. Oettinger specifica nel corso della conferenza stampa al Berlaymont: “Tali lacune non saranno coperte con i debiti. L’Unione europea continuerà a essere esente da debiti. E seguiremo ancora il principio ‘un euro entra, un euro esce’”. A marzo il Parlamento europeo voterà due relazioni, una sulle “risorse proprie” (entrate di bilancio diverse e autonome dalle rimesse degli Stati membri) e un’altra sul Qfp. Sempre a marzo il Consiglio Ue affronterà il tema del bilancio pluriennale; quindi a maggio giungerà la proposta della Commissione. Oettinger sottolinea anche alcuni aspetti “problematici” nell’iter di definizione del Qfp, legati, fra l’altro, alle elezioni per l’Europarlamento del prossimo anno e al cambio di Commissione, a fine 2019. Oettinger inoltre rassicura: “I tagli di bilancio non riguarderanno il programma Erasmus+” per la formazione all’estero dei giovani “né il settore della ricerca”. L riduzioni si concentreranno sulla Pac (politica agricola comune) e sui fondi di coesione. Inoltre “saranno combattuti sprechi e abusi”. Con l’uscita del Regno Unito sarà ridotto il personale Ue? “In questi anni – risponde il commissario – si è realizzata una riduzione programmata del 5% del personale”. Ma “in futuro le competenze dell’Unione aumenteranno, non diminuiranno”. Risposta indiretta, ma chiara.