Religiosità popolare

Papa in Perù: incontro clero, “non trasformatevi in professionisti del sacro che si dimenticano del loro popolo”

“Vi esorto a non dimenticare, e tanto meno a disprezzare, la fede semplice e fedele del vostro popolo”. Incontrando il clero a Trujillo, il Papa ha fatto notare ai mille presenti come il popolo peruviano abbia dimostrato “un enorme affetto per Gesù, la Madonna e i Santi e Beati, con tante devozioni che non oso nominare per timore di tralasciarne qualcuna”. In quei santuari, ha proseguito Francesco, “molti pellegrini prendono decisioni che segnano la loro vita. Quelle pareti racchiudono molte storie di conversione, di perdono e di doni ricevuti, che milioni di persone potrebbero raccontare. Anche molte delle vostre vocazioni possono essere impresse tra quelle pareti”. “Sappiate accogliere, accompagnare e stimolare l’incontro con il Signore”, l’appello: “Non trasformatevi in professionisti del sacro che si dimenticano del loro popolo. Non perdete la memoria e il rispetto per coloro che vi hanno insegnato a pregare”. No, quindi, al “mascheramento” vocazionale, sì invece alla “coscienza grata” che “allarga il cuore e ci stimola al servizio”. “Senza gratitudine possiamo essere buoni esecutori del sacro, ma ci mancherà l’unzione dello Spirito per diventare servitori dei nostri fratelli, specialmente dei più poveri”, ha ammonito Francesco, secondo il quale “il popolo fedele di Dio possiede l’olfatto e sa distinguere tra il funzionario del sacro e il servitore grato. Sa distinguere chi è ricco di memoria e chi è smemorato. Il popolo di Dio sa sopportare, ma riconosce chi lo serve e lo cura con l’olio della gioia e della gratitudine”.