Pace
“Non ti devi truccare il cuore, ma ti devi mostrare così come sei perché Gesù ti possa aiutare nella vita”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, rivolgendosi alle migliaia di giovani che hanno affollato la Plaza de Armas per l’Angelus da Lima. “E se voi vi scoraggiate – ha proseguito Francesco – vi invito a leggere la Bibbia e ricordare gli amici che Dio ha scelto: Mosè era balbuziente; Abramo, un vecchio; Geremia, molto giovane; Zaccheo, uno di bassa statura; i discepoli, quando Gesù diceva loro di pregare si addormentavano; Paolo, un persecutore di cristiani; Pietro, lo rinnegò, poi è stato fatto Papa ma lo rinnegò… e così potremmo continuare questo elenco. Quale scusa potremo trovare?”. “Quando Gesù ci guarda, non pensa a quanto siamo perfetti, ma a tutto l’amore che abbiamo nel cuore da offrire agli altri e servirli”, ha garantito Francesco: “Per lui, quella è la cosa che conta: quanto amore ho io nel mio cuore?”. “Questa risposta voglio che la diamo anche alla nostra madre”, l’invito del Papa: “Siate sicuri che lei vi accompagnerà in tutti i momenti della vostra vita, in tutti gli incroci delle vostre strade, specialmente quando dovrete prendere decisioni importanti”. “Non vi scoraggiate, andate avanti tutti insieme, perché la vita vale la pena di essere vissuta a fronte alta”, ha detto ancora a braccio. Poi l’appello per la Repubblica democratica del Congo, da cui “oggi mi arrivano notizie molto preoccupanti”. “Pensiamo al Congo, in questo momento”, l’invito da Plaza de Armas: “Chiedo alle autorità, ai responsabili di questo amato Paese che pongano il massimo impegno e il massimo sforzo per evitare ogni forma violenza e cercare soluzioni a favore del bene comune”. “Tutti insieme, in silenzio, preghiamo per i nostri fratelli della Repubblica democratica del Congo”, il congedo dai giovani al termine dell’Angelus.