Solidarietà
Nel corso dell’ultimo anno accademico, oltre 3,5 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo non hanno avuto la possibilità di andare a scuola. Di questi, 1,5 milioni non hanno frequentato la scuola primaria e 2 milioni la scuola secondaria. E se nel mondo oltre il 90% dei bambini frequenta la scuola primaria, per i bambini rifugiati la percentuale si abbassa a quota 61%, mentre nei Paesi a basso reddito si riduce ulteriormente fino ad arrivare al 50%. Sono alcuni dei numeri forniti dall’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) in occasione dell’evento svoltosi a Roma per la seconda edizione della campagna “Mettiamocelo in testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato”, che mira a sensibilizzare sull’importanza dell’istruzione per i bambini rifugiati e raccogliere fondi per garantire loro l’accesso a un’istruzione di qualità. Per garantire ai bambini rifugiati di Siria, Iran, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenya, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad e Sudan l’istruzione, proteggerli dalla violenza e aiutarli a crescere e a superare il trauma della guerra e della fuga, fino al 28 gennaio è possibile sostenere la campagna inviando un sms (2 euro) o chiamando (5 o 10 euro) al numero solidale 45516. L’Unhcr sosterrà il programma “Educate a child”, un progetto che dal 2012 ha garantito accesso all’istruzione a 1 milione di bambini rifugiati. “Inoltre – si legge in una nota – dall’inizio del programma sono state costruite e ristrutturate 210 scuole in 12 Paesi e sono state realizzate e ristrutturate 3.133 classi che hanno permesso a tanti bambini di andare a scuola senza dover affrontare il problema ricorrente del sovraffollamento”. Inoltre, “è stato garantito sostegno economico diretto a 76mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili. Solo nel corso del 2017, l’Unhcr ha reclutato 6.158 insegnanti e ne ha formati oltre 19mila dall’inizio del programma. A tutti i bambini, dal 2012 l’Unhcr ha distribuito circa 2,4 milioni tra libri di testo e altri materiali didattici”. Parte dei fondi raccolti sarà anche utilizzato per attività di sensibilizzazione nelle scuole italiane sui temi dell’asilo e delle condizioni di vita dei rifugiati.