Convegno Aimc
“Valorizzazione dell’ispirazione cristiana” e “corresponsabilità”. Sono i due aspetti che ha richiamato oggi pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo a Roma al XXI Congresso nazionale Associazione italiana maestri cattolici (Aimc). “Due aspetti che possono fare da stimolo all’azione di ogni associazione che si richiami all’esperienza storica della Chiesa e in particolare possono aiutare la vita dell’Aimc”, ha precisato il porporato, “in questo particolare momento storico – in cui da un lato la Chiesa è invitata a vivere la sinodalità, e dall’altro la scuola italiana è chiamata a riscoprire se stessa”. Rispetto alla “valorizzazione dell’ispirazione cristiana che risiede alla base dell’Aimc”, il presidente della Cei ha messo in guardia da “un rischio in tutte le associazioni, non solo quelle ecclesiali”: “Dopo un certo periodo di tempo, la vita associativa si istituzionalizza e tende a racchiudersi all’interno di rassicuranti luoghi, le cui mura sono rappresentate da norme e regolamenti, e il cui tetto è caratterizzato dalle funzioni, dalle procedure e dalle cariche elettive”. Per il cardinale, “non c’è nulla di negativo nell’istituzionalizzazione di un’associazione, fa parte di un normale processo di riconoscimento pubblico ed è in qualche modo naturale nel processo di sviluppo e di crescita di qualsiasi gruppo sociale”, ma “questo processo contiene anche il rischio di un’eccessiva burocratizzazione che a poco, a poco, non solo scambia il mezzo per il fine, ma dimentica il motivo originario per cui ci si associa e marginalizza il carisma delle origini: in questo caso l’ispirazione cristiana dell’associazione”. Di qui l’esortazione: “L’ispirazione cristiana è la roccia su cui erge la nostra e la vostra casa. Difendetela e valorizzatela con mitezza e tenacia. Perché senza questa roccia non c’è alcuna associazione ma solo un cumulo di leggi e di cariche senz’anima”. Il porporato ha poi invitato a “riscoprire e tenere viva la fiamma di quell’ispirazione ideale che mosse Maria Badaloni e Carlo Carretto nel 1945 e tanti altri dopo di loro”.