Omelia
“I sapienti dell’Oriente rappresentano l’incamminarsi dell’umanità verso Cristo, inaugurano una processione che percorre l’intera storia. Riassumono l’attesa interiore dello spirito umano, il movimento delle religioni e della ragione incontro a Cristo, Luce delle genti”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nell’omelia pronunciata oggi per la solennità dell’Epifania. “Se è vero che la stella guida i Sapienti verso il piccolo Gesù – ha detto ancora il porporato – in realtà è Gesù che guida la stella: non sono gli astri, dunque, o il cosmo, le circostanze, le potenze del mondo che determinano la nostra esistenza”. Infatti, “l’umanità – assunta da Dio – è la più grande di tutte le forze materiali, vale più dell’universo intero, costruisce la storia che resta” e “con il Verbo incarnato, accade un capovolgimento antropologico decisivo e definitivo, anche se oggi assistiamo al tentativo di ribaltare l’umano segnando una regressione, una involuzione che viene decantata come progresso e conquista di civiltà”. Per il cardinale, invece, “la stella di Natale ci indica Cristo, il Figlio di Dio, e Gesù ci rivela il volto dell’uomo, la sua identità, il suo valore, quella sua dignità incomparabile che il mondo vuole stravolgere, e ridurre ad oggetto da manipolare, e a strumento di produzione e profitto. Fino al punto che – quando diventa un peso e un costo – si abbandona a se stesso in nome della sua individuale autonomia”. Per questo, ha domandato: “Possiamo non reagire? Non opporci? Non dire chiaramente: non è giusto?”. “Cari amici – ha concluso -, ci auguriamo la luce della stella e la benefica inquietudine dell’intelligenza. Ci auguriamo di non fermarci mai, di non stancarci nel desiderare e di cercare nei frammenti del tempo, tra ombre e luci, il volto di Gesù. Ci auguriamo che nei nostri cuori e nelle nostre case abiti la gioia di chi ha trovato e che è stato trovato”.