Testimonianza

Papa Francesco: messa chiusura Sinodo, “farsi prossimi”, perché “la fede passa per la vita”. Né “dottrinalisti”, né “attivisti”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Farsi prossimi”, perché “la fede passa per la vita”. È il “secondo passo per accompagnare il cammino di fede”. Lo ha spiegato il Papa, nell’omelia della Messa di chiusura del Sinodo sui giovani. “Guardiamo Gesù, che non delega qualcuno della molta folla che lo seguiva, ma incontra Bartimeo di persona”, l’invito di Francesco: “Gli dice: ‘Che cosa vuoi che io faccia per te?’. Che cosa vuoi: Gesù si immedesima in Bartimeo, non prescinde dalle sue attese; che io faccia: fare, non solo parlare; per te: non secondo idee prefissate per chiunque, ma per te, nella tua situazione. Ecco come fa Dio, coinvolgendosi in prima persona con un amore di predilezione per ciascuno. Nel suo modo di fare già passa il suo messaggio: così la fede germoglia nella vita. La fede passa per la vita”. “Quando la fede si concentra puramente sulle formulazioni dottrinali, rischia di parlare solo alla testa, senza toccare il cuore”, il monito del Papa: “E quando si concentra solo sul fare, rischia di diventare moralismo e di ridursi al sociale. La fede invece è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza. Non possiamo essere dottrinalisti o attivisti; siamo chiamati a portare avanti l’opera di Dio al modo di Dio, nella prossimità: stretti a Lui, in comunione tra noi, vicini ai fratelli”.