Testimonianza
“Prossimità: ecco il segreto per trasmettere il cuore della fede, non qualche aspetto secondario”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della Messa di chiusura del Sinodo sui giovani ha affermato che “farsi prossimi è portare la novità di Dio nella vita del fratello, è l’antidoto contro la tentazione delle ricette pronte”. “Chiediamoci se siamo cristiani capaci di diventare prossimi, di uscire dai nostri circoli per abbracciare quelli che ‘non sono dei nostri’ e che Dio ardentemente cerca”, l’invito: “C’è sempre quella tentazione che ricorre tante volte nella Scrittura: lavarsi le mani. È quello che fa la folla nel Vangelo di oggi, è quello che fece Caino con Abele, è quello che farà Pilato con Gesù: lavarsi le mani”. “Noi invece vogliamo imitare Gesù, e come lui sporcarci le mani”, ha assicurato Francesco: “Egli, la via, per Bartimeo si è fermato lungo la strada; Egli, la luce del mondo, si è chinato su un cieco”. “Riconosciamo che il Signore si è sporcato le mani per ciascuno di noi, e guardando la croce ripartiamo da lì, dal ricordarci che Dio si è fatto mio prossimo nel peccato e nella morte”, l’esortazione ai padri sinodali e a tutti i presenti: “Si è fatto mio prossimo: tutto comincia da lì. E quando per amore suo anche noi ci facciamo prossimi diventiamo portatori di vita nuova: non maestri di tutti, non esperti del sacro, ma testimoni dell’amore che salva”.