Testimonianza
“Non è cristiano aspettare che i fratelli in ricerca bussino alle nostre porte; dovremo andare da loro, non portando noi stessi, ma Gesù. Egli ci manda, come quei discepoli, a incoraggiare e rialzare nel suo nome”. Nella parte finale dell’omelia della Messa di chiusura del Sinodo, il Papa si è soffermato sul “terzo passo” necessario per accompagnare alla fede: “Testimoniare”. Gesù, ha spiegato sulla scorta del Vangelo di oggi, ci manda a dire ad ognuno: “Dio ti chiede di lasciarti amare da Lui”. “Guardiamo i discepoli che chiamano Bartimeo”, l’invito: “Non vanno da lui, che mendicava, con un’acquietante monetina o a dispensare consigli; vanno nel nome di Gesù. Infatti gli rivolgono tre sole parole, tutte di Gesù: ‘Coraggio! Alzati. Ti chiama’”. “Solo Gesù nel resto del Vangelo dice: ‘Coraggio!’ perché solo Lui risuscita il cuore”, ha spiegato Francesco: “Solo Gesù nel Vangelo dice alzati, per risanare lo spirito e il corpo. Solo Gesù chiama, cambiando la vita di chi lo segue, rimettendo in piedi chi è a terra, portando la luce di Dio nelle tenebre della vita”. “Tanti figli, tanti giovani, come Bartimeo cercano una luce nella vita. Cercano amore vero. E come Bartimeo, nonostante la molta gente, invoca solo Gesù, così anch’essi invocano vita, ma spesso trovano solo promesse fasulle e pochi che si interessano davvero a loro”, la denuncia.