Dati personali

Censimento permanente: Garante privacy, “garantire modalità alternative al ‘porta a porta’”

“Alle famiglie che dovranno rispondere al questionario per il censimento permanente con il sistema del ‘porta a porta’ dovrà essere garantita una modalità alternativa di raccolta dei dati meno invasiva dell’intervista faccia a faccia”. È la richiesta formulata dal Garante per la protezione dei dati personali nel dare, ai sensi del nuovo Regolamento europeo, la sua autorizzazione all’avvio il prossimo 8 ottobre della prima fase del censimento, cioè la raccolta dati sul campo. Il Garante per la privacy, ha chiesto che anche per le famiglie inserite nell’indagine “porta a porta” vengano assicurate “le medesime garanzie previste per chi invece riceverà a casa la lettera dell’Istat, a cui potrà rispondere anche dal pc o al telefono.
“La richiesta del Garante – si legge in una nota – nasce dall’esigenza di evitare che l’obbligatoria presenza fisica del rilevatore, a cui è necessario fornire direttamente le risposte, possa comportare eccessivi disagi per i cittadini o imbarazzi, soprattutto nelle piccole comunità”. La modalità di raccolta “porta a porta”, inoltre, “potrebbe determinare una maggiore ingerenza nella sfera privata degli interessati (si pensi ai casi di soggetti vulnerabili o timorosi, anziani e persone malate), i quali si troverebbero a dover fornire ad un soggetto estraneo numerose e dettagliate informazioni relative alla propria famiglia e abitazione, a pena di sanzione”.
“Per avviare le fasi successive, l’Istat – afferma il Garante per la privacy – dovrà quindi predisporre tutte le garanzie e le misure necessarie e non ancora individuate per conformare il trattamento dei dati alla normativa in materia di protezione dei dati personali”.