Briefing
“Ci vergogniamo talmente di cosa è successo in quel capitolo della vita della nostra Chiesa. Non soltanto per coloro che li hanno compiuti, ma anche perché i leader ecclesiali hanno reagito così male”. Così mons. Anthony Colin Fisher, arcivescovo di Sydney e padre sinodale eletto dalla Conferenza episcopale d’Australia, ha affrontato il tema degli abusi da parte di esponenti della Chiesa australiana, durante il briefing di oggi in sala stampa vaticana. “I giovani sono stati feriti così profondamente”, il “mea culpa” di Fisher, che ha voluto chiedere perdono ai giovani in maniera personale, tramite una lettera indirizzata alle vittime. “Tanti Paesi si sono trovati ad affrontare la crisi degli abusi negli ultimi anni”, ha ricordato il presule a proposito dello scandalo della pedofilia che ha travolto la comunità ecclesiale mondiale: “Ci sono tanti giovani feriti, o persone adulte ferite quando erano giovani. La Chiesa deve parlare direttamente ‘ai’ giovani che sono stati abusati, e non ‘di’ loro, come se fossero numeri: sono persone, dobbiamo dire loro quanto ci dispiace e della volontà di andare avanti, dopo aver chiesto perdono”. “Credo sia un pensiero largamente condiviso tra i vescovi”, ha proseguito Fisher: “I laici nella Chiesa vogliono sentire questo”. “Ci vergogniamo di quello che è successo”, ha ripetuto il vescovo australiano: “La Chiesa deve essere il posto più sicuro al mondo per i giovani”.