Giornata mondiale
Un’epidemia dimenticata. Così la Comunità di Sant’Egidio descrive l’Aids alla vigilia della Giornata mondiale contro la malattia che, ogni anno, uccide 380mila persone nell’Africa sud-orientale. Un virus, l’Hiv, che solo in quell’area viene contratto da oltre 2mila persone al giorno. Se l’Aids nell’immaginario collettivo è il passato – scrive Sant’Egidio in un comunicato – nel presente per quasi 20 milioni di africani è ancora il presente, con 800mila nuovi casi di contagio solo nel 2017. “In oltre 30 anni tanto è stato fatto, ma non è abbastanza – affermano i responsabili della Comunità –. Considerare l’Aids il passato significa abbassare la guardia nella lotta all’Hiv e vanificare i segnali incoraggianti degli ultimi anni. Occorre garantire a tutti diritto alla cura: in Africa così come avviene nel nord del mondo”. Dal 2002 la Comunità di Sant’Egidio è attiva in 11 Paesi africani con il programma “Dream”, con cui offre gratuitamente la terapia antiretrovicare a 500mila pazienti. Nato per contrastare l’Aids in Africa, “Dream” ha fatto sì che 100mila bambini di madri sieropositive nascessero senza contrarre il virus dell’Hiv. È presente con 47 centri clinici e 25 laboratori di biologia molecolare in Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Repubblica di Guinea, Swaziland, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Angola e Nigeria.
“Il programma Dream – afferma Sant’Egidio – è la dimostrazione che sconfiggere l’Aids è possibile, e che abbiamo gli strumenti per mettere la parola fine su un problema globale che dura da troppo tempo, ma è necessario l’impegno di tutti e non ci si può fermare adesso, dopo 30 anni di impegno, rischiando di vanificare i successi ottenuti fino ad ora. Oggi bastano 200 euro l’anno per assicurare cure complete a un paziente con Hiv e 360 euro per curare una mamma e il suo bambino durante il suo primo anno di vita”.