Omelia

Natale: card. Bassetti, “il nostro Dio è il Dio della vita, non della morte; della pace, non delle tensioni polemiche”

“Il Natale cristiano viene a ricordarci che il nostro Dio è il Dio della vita, non della morte; dell’impegno, non della rassegnazione; della pace, non delle tensioni polemiche; della gioia, non dello sconforto senza speranza. Per questo sento di augurare alla comunità cristiana e alla più ampia società civile il coraggio di non arrendersi, di ricominciare ogni giorno con la fatica della ricerca, di affrontare la complessità della vita. Non vergogniamoci mai delle nostre radici umane e di fede. E non svendiamo mai la nostra identità cristiana”. Lo ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata durante la notte di Natale. “Il bambino è per tutti segno eloquente della semplicità, dell’umiltà, della tenerezza; è il segno del rovesciamento radicale delle nostre arroganze, presunzioni, volontà di dominio, perché possa nascere un mondo nuovo”, ha osservato il cardinale, aggiungendo che “percorrendo questo crinale, si arriva ad un altro versante di comprensione del segno: quello dell’impotenza e della sofferenza, che unisce lungo un’unica direttrice di salvezza il presepio e la croce, il Bambino di Betlemme e il Crocifisso del Golgota”.
Bassetti non ha tralasciato i giovani: nell’“anno che stiamo per lasciarci alle spalle – ha sottolineato – abbiamo sperimentato più volte la consolante presenza del Signore, come nel recente Sinodo, in cui l’amore della Chiesa per i giovani – ci ha ricordato di recente Papa Francesco – si è incrociato con l’entusiasmo dei giovani di tutto il mondo, credenti o meno: essi rappresentano la linfa vitale che attraversa la nostra società, e da essi dipendono le sorti del nostro mondo”. Un pensiero poi il cardinale lo ha indirizzato anche alle popolazioni terremotate del Centro Italia e dello tsunami in Indonesia.
Dopo aver augurato un buon Natale alle diverse realtà sociali, il cardinale ha concluso: “L’umile, ma esigente Bambino di Betlemme, benedica tutti coloro che operano con retta intenzione, perché la nostra società sia una frontiera avanzata della pace: pace, che Dio stesso darà come dono a chi non lo esclude dalla propria vita”.