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Natale: card. Parolin in Iraq, “vedere nell’altro il fratello da amare anche quando si dimostra nostro nemico”

“Il Natale diventa un invito alla speranza, che è speranza per tutti, anche per gli abitanti dell’Iraq. È una speranza che ci permette di ricominciare sempre di nuovo, anche dopo le difficoltà e il dolore sofferte in questi anni”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, nell’omelia della messa della notte di Natale che ha concelebrato con il card. Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, nella cattedrale caldea di San Giuseppe a Baghdad. “Una notte simile a tante notti insonni del popolo dell’alleanza, a tante notte insonni delle vostre famiglie, che in questi anni hanno attraversato la dura prova della sofferenza – ha aggiunto il porporato -; ma, nello stesso tempo, una notte diversa perché l’annuncio diventa realtà, le promesse si compiono”. Nelle parole del porporato l’augurio della pace, che “non è la pace che si ottiene con le armi e la vittoria militare o con gli interessi dell’economia globale”, ma quella di Dio. “Una pace – la considera il cardinale – che sa vedere nell’altro il fratello da amare e da aiutare anche quando si dimostra nostro nemico; una pace che passa per la purificazione del linguaggio da ogni espressione di odio e di violenza e per la riconciliazione delle menti e dei cuori”. A proposito della convivenza tra cristiani e musulmani, il card. Parolin ha invitato i fedeli iracheni a vivere “in spirito di umiltà e di rispetto dell’altro”. “Accettiamo le persone con le loro diversità, non utilizzando tali differenze per metterci gli uni contro gli altri, ma scoprendo in esse una possibilità di arricchimento comune”. Infine, il segretario di Stato vaticano ha portato la vicinanza di Papa Francesco ai cristiani dell’Iraq: “Vi è vicino, vi porta nel cuore e sempre prega per voi”. “Noi vi siamo grati per la testimonianza, che è diventata esempio vivo per tutti i cristiani del mondo – ha concluso il porporato -. Rimanete saldi nella fede e nell’amore e diventate sempre più costruttori di un mondo di fraternità e di pace, rafforzati dalla luce del Bambino nato per noi e per la nostra salvezza”.