Visita

Natale: il card. Parolin in Iraq, “essere artefici di riconciliazione e di pace, testimoni di amore e di perdono”

“Nel mondo intero abbondano le difficoltà, si moltiplicano le sfide e diventano sempre più complesse. Durante gli ultimi anni nel vostro Paese e nella vostra regione avete vissuto la tragica e ingiusta esperienza della violenza e del terrorismo, avete tanto sofferto, insieme a tutti i vostri connazionali. Proprio per questo abbiamo bisogno di accogliere la buona notizia del Natale”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, nell’omelia della messa di Natale che ha celebrato nella cattedrale latina a Baghdad. “Lasciamoci trasformare dalla presenza di questo bambino. La nascita del Figlio di Dio cambia tutto, rende nuova la nostra vita – ha affermato il porporato -. Il Salvatore del mondo viene ad assumere la nostra natura umana: non siamo più soli e abbandonati. Dio è con noi, Egli è vicino”. Una “vita nuova” quella portata da Gesù Bambino che il porporato considera “una vita di amore, di perdono, di rispetto dell’altro, di pace e di concordia”. “Il mistero del Natale vi sproni a offrire con generosità il vostro contributo a questo Paese che amate, a questa società alla quale appartenete come membri a pieno titolo e al mondo intero – ha detto il card. Parolin rivolgendosi ai fedeli -. La vostra presenza di cristiani qui nella vostra terra e in Medio Oriente continui ad essere la presenza di Gesù”. Ai cristiani il cardinale indica “una missione importante”, “una missione insostituibile”: “Siate artefici di riconciliazione e di pace, testimoni di amore e di perdono, di comunione e di fraternità, di una vita di servizio e di carità come fonte di bene e benedizione per tutti”. Quindi, l’incoraggiamento a “continuare a vivere la vostra appartenenza alla Chiesa e la vostra missione con generosità e gratitudine, con fiducia e speranza, in questa terra dove è cominciata la storia della salvezza, che oggi continua attraverso di voi. Rimante saldi nella fede e nell’amore”.