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“La vostra comunità ha radici profonde in questa terra e rimonta agli albori del cristianesimo. Una lunga storia con i suoi momenti di gloria e santità e con i suoi periodi di patimento e di buio. Ma quando tutto sembra perduto, la mano potente di Dio dà vita a ciò che agli occhi degli uomini appare sterile e senza frutto”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, nell’omelia della messa della notte di Natale che ha celebrato nella cattedrale siro-cattolica a Baghdad, dove si è verificato un attentato terroristico nel 2010 in cui hanno perso la vita 53 fedeli e due sacerdoti. “Nel dramma della storia umana irrompe l’amore di Dio, che non si lascia mai vincere dal male degli uomini – ha aggiunto il porporato -. Entra per dissipare le tenebre con la sua luce e per dare un nuovo inizio, come continua a fare qui e ora, in questa notte santa e gloriosa”. Guardando alla presenza dei cristiani nella cattedrale, il cardinale ha affermato che “la vostra presenza qui, oggi, è segno della vostra fede, è segno della vostra perseveranza, è segno dell’amore che vince l’odio e il male”. “Voi avete accolto il Dio fedele che consola e rafforza il suo popolo e perciò – ha aggiunto – siamo ancora qui. Siamo venuti ad attingere la forza di Dio, per vivere da figli e fratelli, per imparare a percorrere il cammino del perdono, della guarigione, della riconciliazione, della fraternità”. Citando l’omelia di Papa Francesco nella messa a Casa Santa Marta dell’11 dicembre scorso, il cardinale ha detto che “anche a noi, feriti dal dolore e dalla sofferenza, a volte scoraggiati e senza forza di andare avanti, il Signore dona conforto con la sua tenerezza, dona la sua pace e ci incoraggia a non avere paura”. Infine, l’augurio ai cristiani di “essere portatore del fuoco di Cristo”. “Questo è il grande contributo che siete chiamati a offrire al vostro amato Paese, alla società e al mondo intero”.