Omelia

Natale: mons. Tisi (Trento), “capovolgendone le priorità per visitare e incontrare fratelli e sorelle feriti dalla vita”

“Farsi domande è la declinazione alta del verbo amare. La grotta di Betlemme è la festa delle domande”. Così l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, nell’omelia del solenne pontificale di Natale, che ha celebrato ieri mattina in cattedrale. “Le domande – secondo il presule – portano a frequentare la terra di Dio”, dove “gli altri sono l’unica possibilità che hai per vivere”. L’arcivescovo tuttavia rileva che “purtroppo, i vocaboli che abitano i nostri discorsi sono altri: difendersi, contrapporsi, armarsi, eliminare”. “L’alternativa c’è – ha affermato l’arcivescovo -. Frequentare le straordinarie lezioni di vita di tanti uomini e donne che, pur colpiti dalle avversità, mantengono coraggio e dignità e si tengono lontano dall’odio”. “Hanno anche il volto dei nostri fratelli e sorelle immigrati – precisa mons. Tisi -, di tanti volontari, di chi rinuncia a trame di corruzione e malaffare”. Presso di loro “trovi il Bambino di Betlemme”. Di qui l’appello: “Riscrivere la nostra agenda, capovolgendone le priorità, per visitare e incontrare fratelli e sorelle feriti dalla vita”. Secondo il presule, “non vi sono alternative, nemmeno per la Chiesa”: “O toccheremo con mano Cristo nelle persone ferite dalla vita o vagheremo cercandolo invano”.