Politica
“Il presidente della Commissione europea Juncker ritiene che il 2025 sia una data possibile per l’entrata della Serbia nell’Ue”, come ha dichiarato la scorsa settimana a Strasburgo, “ma io non credo che saremo pronti per allora”: lo dichiara al Sir Dusan Janijic, analista politico del Forum per i rapporti interetnici e fondatore del Movimento europeo a Belgrado. Analizzando i rapporti tra Belgrado e Bruxelles, e tra la Serbia e i Paesi vicini dei Balcani, Janijic espone alcune problematiche relative al cammino europeo del suo Paese. “L’Unione europea – afferma – ha un debito nei confronti dei Paesi dei Balcani occidentali, perché negli ultimi cinque anni gli Stati europei non avevano un parere unico sull’adesione e i Balcani sono stati non solo marginalizzati, ma sembrava che in Occidente nessuno fosse interessato a ciò che succedeva nella regione”. Janijic spiega che “in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina sono rimaste aperte questioni spinose; le divisioni”, dopo le guerre degli anni Novanta, “non sono superate, la corruzione dilaga e tutto questo succede di fronte agli occhi dei rappresentanti europei che non trovano modi adatti per aiutare queste società”. “In questo modo – afferma l’esperto – le persone comuni vedono un divario tra i valori dell’Ue e la realizzazione in pratica delle politiche europee”. Janjic però è fortemente convinto che il futuro della Serbia sia nell’Ue; dello stesso parere sono anche il 52% dei serbi come dimostra l’ultimo sondaggio condotto dal ministero per l’integrazione europea.